| Proroga degli incentivi maggiori per i pannelli europei |
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I dubbi degli operatori sul factory inspection. All'indomani della pubblicazione del decreto gli operatori hanno manifestato la necessità di comprendere meglio le regole applicative del premi made in Europe e dei sistemi di tracciabilità che verranno introdotti e i relativi regolamenti. Per Assosolare non risultava chiara la definizione di componente né la tipologia di certificati richiesti per attestare il 60% della produzione europea, ne' i contenuti e i criteri del certificato di ispezione di fabbrica al fine di consentire il rilascio del certificato da parte di organi certificatori riconosciuti, ne' quali siano tali organi certificatori. Gli operatori temevano che si comprassero moduli extra UE che poi venissero fatti risultare europei a seguito di minime rifiniture. Il 9 agosto il gse ha integrato il sottoparagrafo 4.5.1 del documento "REGOLE APPLICATIVE PER IL RICONOSCIMENTO DELLE TARIFFE INCENTIVANTI PREVISTE DAL DM 5 MAGGIO 2011 (QUARTO conto energia PER IL FOTOVOLTAICO) - Luglio 2011", Le principali novità riguardano i seguenti punti:
Il problema delle scorte. Filippo Levati, presidente del Comitato Imprese Fotovoltaiche Italiane spiega che "Entra nelle linee guida una norma transitoria che abbiamo fortemente richiesto e che consente un periodo di adeguamento delle etichettature e delle certificazioni di factory inspection alle nuove regole dando per valide le documentazioni e le etichette attuali se i prodotti rispondono alle caratteristiche previste per il premio Made in Ue-See. Questo è un punto importante per i produttori industriali italiani di moduli fotovoltaici e inverter che possono quindi avere il riconoscimento di maggior valore anche sulle scorte e sulle produzioni in corso, mentre procedono ad adeguarsi anche sul piano burocratico per recepire le linee guida già pubblicate. Il Comitato Imprese Fotovoltaiche Italiane ribadisce invece la perplessità per il mancato stralcio della norma transitoria sulla produzione di moduli extraeuropei con componenti Europei che crea confusione e rischia di non garantire gli adeguati controlli e verifiche sui produttori accreditabili.
"REGOLE APPLICATIVE PER IL RICONOSCIMENTO DELLE TARIFFE INCENTIVANTI PREVISTE DAL DM 5 MAGGIO 2011 (QUARTO conto energia PER IL FOTOVOLTAICO), Revisione 1- Agosto 2011" |
















Dei 23 miliardi di euro spesi per gli impianti fotovoltaici nel 2010 appena il 50% sono andati ad imprese italiane, riconosce il Solar Energy Report del Politecnico di Milano. Va in questa direzione l'introduzione del premio del 10% (fortemente richiesto dalle Regioni) per chi installa pannelli la cui produzione (relativamente ai materiali) sia riconducibile, per non meno del 60% del 85% del costo complessivo dell'impianto, all'interno della Unione Europea. Nella versione del decreto del 5 maggio era il certificato di ispezione delle fabbriche produttrici dei moduli e degli inverter che avrebbe dovuto attestare che i componenti prodotti in tale fabbrica sono il risultato di una produzione comunitaria.